Maria Raffaella Marchese

Dr. Maria Raffaella Marchese

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23Years (2004-Present)

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Representative Publications

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1 December 2006 in Surgery
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CLCelestino Pio Lombardi
Celestino Pio Lombardi
Marco RaffaelliMarco Raffaelli
Marco Raffaelli
LDLucia D’Alatri
Lucia D’Alatri
MMMaria Raffaella Marchese
Maria Raffaella Marchese
RMRigante Mario
Rigante Mario
RBRocco Bellantone
Rocco Bellantone

1 December 2009 in Surgery
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CLCelestino Pio Lombardi
Celestino Pio Lombardi
Marco RaffaelliMarco Raffaelli
Marco Raffaelli
CCCarmela De Crea
Carmela De Crea
LDLucia D’Alatri
Lucia D’Alatri
DMDaria Maccora
Daria Maccora
RBRocco Bellantone
Rocco Bellantone

8 February 2008 in World Journal of Surgery
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CLCelestino P. Lombardi
Celestino P. Lombardi
Marco RaffaelliMarco Raffaelli
Marco Raffaelli
LDLucia D’Alatri
Lucia D’Alatri
CCCarmela De Crea
Carmela De Crea
MMMaria Raffaella Marchese
Maria Raffaella Marchese
RBRocco Bellantone
Rocco Bellantone

1 May 2008 in Journal of Voice
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LDLucia D’Alatri
Lucia D’Alatri
GPGaetano Paludetti
Gaetano Paludetti
MCM. Fiorella Contarino
M. Fiorella Contarino
SGStefania Galla
Stefania Galla
MMMaria Raffaella Marchese
Maria Raffaella Marchese
ABAnna Rita Bentivoglio
Anna Rita Bentivoglio

24 October 2007 in The Journal of Laryngology & Otology
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LDLucia D’Alatri
Lucia D’Alatri
SGS Galla
S Galla
RMRigante Mario
Rigante Mario
OAO Antonelli
O Antonelli
SBS Buldrini
S Buldrini
MMMaria Raffaella Marchese
Maria Raffaella Marchese
Objective: To evaluate the functional results obtained after voice therapy in patients with unilateral vocal fold paralysis caused by different aetiologies.Design: Prospective analysis of the outcome of unilateral vocal fold paralysis cases treated at our speech and language rehabilitation service from November 2003 to January 2006. Thirty cases underwent behavioural treatment, between two and six weeks after unilateral vocal fold paralysis onset. A multi-dimensional assessment was carried out before, immediately after and six months after treatment.Results: After behavioural therapy, the prevalence of complete glottal closure increased significantly (p < 0.05). Subjects' pre-therapy mean values for jitter, shimmer and noise-to-harmonic ratio were statistically significantly different from those taken both immediately and six months after treatment (p < 0.05). The mean values for voice turbulence index significantly improved only six months after therapy (0.08 vs 0.04). At both post-treatment assessments, voice range profile analysis showed a significant decrease of lowest voice frequency and a significant increase of the number of semitones (p < 0.05). Mean values for grade, instability, breathiness, asthenia and voice handicap index scores were significantly decreased both immediately and six months after treatment, compared with pre-treatment values (p < 0.05).Conclusions: Early voice therapy may enable significant improvement in vocal function, allowing the patient to avoid surgery.

1 December 2015 in Acta Otorhinolaryngologica Italica
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ECE. DE Corso
E. DE Corso
GBG. Bastanza
G. Bastanza
GMGiacomo Della Marca
Giacomo Della Marca
CGC. Grippaudo
C. Grippaudo
GRG. Rizzotto
G. Rizzotto
ESE. Scarano
E. Scarano
Il trattamento con dispositivi di avanzamento mandibolare (MAD) rappresenta un’efficace alternativa terapeutica per i pazienti affetti da roncopatia semplice, OSAS di grado lieve/moderato e in casi selezionati di OSAS grave con scarsa tollerabilità alla terapia ventilatoria con C-PAP. Pertanto è importante identificare dei criteri oggettivi per selezionare i pazienti che possono beneficiare del trattamento con i sistemi di avanzamento mandibolare (MAD). In letteratura sono stati descritti vari fattori predittivi sia antropometrici che polisonnografici, mentre esistono ancora controversie circa il ruolo della Sleep Endoscopy e della manovra di avanzamento mandibolare bimanuale durante lo stesso esame come fattori predittivi del successo terapeutico con MAD. In questo studio descriviamo la nostra esperienza nel management di pazienti affetti da OSAS lieve/moderata trattati con MAD e selezionati mediante “sleep endoscopy”. Abbiamo eseguito una valutazione prospettica longitudinale di una serie consecutiva di pazienti giunti alla nostra osservazione con diagnosi di OSAS lieve/moderata e sottoposti a sleependoscopy. Durante il sonno indotto farmacologicamente è stata eseguita una delicata manovra di avanzamento mandibolare con escursione inferiore ai 5 mm e abbiamo riscontrato che in 30 dei 65 pazienti (46,2%) lo spazio respiratorio non migliorava in modo significativo a livello dei siti di ostruzione osservati, mentre in 35 dei 65 pazienti (53,8%) si osservava un miglioramento significativo tale da poter indicare terapia con MAD. In 7 dei 35 pazienti venivano riscontrate condizioni che ostacolavano l’applicazione del MAD per cui 28 dei 35 pazienti sono stati sottoposti a terapia con MAD. Dopo 3 mesi di trattamento abbiamo documentato un miglioramento significativo dell’indice di Epworth medio [(7,35 ± 2,8 vs 4,1 ± 2,2 (p < 0.05)], dell’AHI medio [(21.4 ± 6 eventi per ora verso 8,85 ± 6,9 (p < 0.05) ] e dell’ODI medio [(18.6 ± 8 eventi per ora versus 7 ± 5.8 (p < 0.05)]. Abbiamo inoltre osservato che l’AHI migliorava di almeno il 50% rispetto al basale nel 71.4% dei pazienti selezionati mediante sleep endoscopy. In questo studio, la terapia con i dispositivi di avanzamento mandibolare è stata prescritta con successo sulla base non soltanto dell’indice di apnea/ipopnea, ma anche dei reperti della sleep endoscopy e della manovra di avanzamento mandibolare, ottenendo una visione diretta degli effetti della protrusione mandibolare sullo spazio respiratorio in corrispondenza dei siti di ostruzione, e ottenendo una buona ottimizzazione della selezione dei pazienti per il trattamento con MAD.